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<title> Il mio titolo </title>
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<title> Il mio titolo </title>
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-Tutela del lavoro
-Uguaglianza e rispetto di tutti
-No al reato di clandestinità
-No al nucleare
-Energie rinnovabili
-Salvaguardia del territorio
-Rilancio della scuola pubblica
-Difesa dello Stato laico
Per comunicare
con il partito
SELCesena
FEDERAZIONE TERRITORIALE
DI CESENA
Subborgo Eugenio Valzania n. 53 Cesena.
La sede rimarrà aperta tutti i giovedi:
il pomeriggio dalle ore 17,00 alle 19,00
e la sera dalle 21,00..
Rilanciare la scuola pubblica è una battaglia per una società più civile
42.000 insegnanti in meno solo quest’anno. 702 milioni di euro in meno all’Università nel 2010. Però ci raccontano che è una riforma, addirittura una «riforma epocale». Forse una riforma letale.
Ci raccontano che serve a colpire gli sprechi, le cattedre inutili, le baronìe accademiche. Ci raccon- tano anche che adesso si fa sul serio, perché saranno stanati gli incapaci e i fannulloni. Peccato che nessuno di questo mali – è già evidente – sarà curato: non le baronìe accademiche né i fannulloni che, come gli ippopotami, si adagiano benissimo anche nell’acqua bassa e sporca. Se si vuole ripulire una pianta delle foglie malate, non si tagliano a raso tutti i rami, indistintamente. Peccato, dunque, che questa riforma epocale sarà un colpo al cuore di una scuola cui da anni nessuno ha fatto del bene. E che chi pagherà di più sarà chi già ha meno.
Colpire la scuola dello Stato, ridurre fondi e insegnanti, vuol dire colpire coloro che più hanno bisogno di questa base di lancio, coloro che possono trovare solo in una buona istruzione una insostituibile via di emancipazione, culturale, civile, umana. Chi ha, chi ha alle spalle una agiatezza non solo economica ma di condizioni generali, arriverà comunque al traguardo. La classe dirigente si riproduce altrove. Colpire la scuola pubblica vuol dire soprattutto trascurare la parte sociale più debole e le sue attese di miglioramento. E significa anche strozzare un punto nevralgico della società intera: ridurre e peggiorare lo spazio di costruzione di una democrazia vera, lo spazio dove ognuno può diventare più colto e consapevole, più libero, più uguale.
Alla «modernità barbarica» del mercato bastano degli individui ben addestrati, che si abituino presto alla competitività, che entrino presto nell’arena extrascolastica con le armi per sopravvivere, per vincere, per essere dei “vincenti” nel sistema dell’azienda Italia.
Ho insegnato quindici anni alle medie inferiori e superiori, e da undici sono all’Università: chi lavora o ha lavorato dentro la scuola con attenzione e passione sa che la scuola va avanti solo grazie al lavoro misconosciuto e spregiato di tanti insegnanti.
Sono anni che chi cerca di mettere mano alla scuola italiana lo fa in preda a una visione verticistica, aziendalistica ed economicistica. È successo, purtroppo, anche a sinistra. Un organismo come la scuola non migliora perché gli si inietta una dose di ideologia manageriale: non è questo che eleva la sua autorevolezza culturale, l’importanza del suo ruolo nella società, il livello dell’insegnamento che ogni mattina si compie nelle aule. L’ideologia dell’azienda, del resto, dilaga: più che un modo di produrre sta diventando un modo di esistere: l’azienda scuola, l’azienda sanità, l’azienda Italia, tutti clienti, conquistati a colpi di strategie di marketing, di open day, di visibilità d’immagine sui giornali cui ogni buon dirigente concorre.
In un mondo in cui non contano le cose, ma il modo di dirle e di venderle, la scuola non è sfuggita a questa deriva di finzione di modernità per un cedimento culturale, ancor prima che legislativo, a cui non è stata del tutto estranea neanche la sinistra.
Il mondo della scuola è da sempre il mio mondo. Riaffermare e rilanciare il valore della “pubblica istruzione”, di una buona scuola pubblica e laica, oltre che una battaglia per un mondo meno asservito e più civile, è il mio impegno per difendere e rilanciare il mio mondo.
Riccardo Caporali
RUBARE AI POVERI PER DARE AI RICCHI ?
•La Lega si riempie la bocca con il federalismo ma il suo governo taglia circa 4 miliardi agli Enti Locali, dei quali oltre 4 milioni al Comune di Cesena.
•Berlusconi ha anche regalato l’Alitalia senza debiti ai suoi amici industriali
(3,5 miliardi a carico di Pantalone) e tolto l’ICI ai redditi medio-alti (costo 3 miliardi) !!!
•Il Governo, fra le altre cose, ha vergognosamente dimezzato le ore di sostegno agli studenti disabili: il Comune di Cesena invece garantirà questo diritto e non farà tagli alle spese per la scuola e per i servizi sociali.
Basta con i Robin Hood alla rovescia !!!
Sinistra Ecologia e Libertà propone di:
-Ridurre le tasse ai lavoratori;
-Ridurre le tasse alle aziende, in particolare a quelle che investono sulla innovazione;
-Fare sul serio la lotta all’evasione;
-Aumentare come in Europa le tasse alla speculazione ed alla rendita.
LOTTA ALLA POVERTA’ E ALLA PRECARIETA’
Ausl Cesena: un segnale d’allarme
Qualche giorno prima di Natale, i sindaci della collina e della montagna cesenate hanno sostanzialmente sfiduciato il direttore generale delle nostra AUSL. Si è espresso contro il rinnovo del “gradimento” a Maria Basenghi il primo cittadino di Mercato Saraceno, mentre si sono astenuti quelli di Borghi, Roncofreddo, Sarsina, Sogliano e Verghereto. Il fatto, che a nostra memoria non ha precedenti, è stranamente passato sotto silenzio, in qualche modo “coperto”, nelle comunicazioni ufficiali, dal peso “proporzionale” del voto di ogni sindaco: è vero, infatti, che ogni voto vale in rapporto al numero di abitanti che ogni sindaco rappresenta, ciò che apparentemente riduce a percentuali poco significative il dissenso espresso dai comuni in questione, tra i meno popolosi del nostro comprensorio; ma che sei sindaci su quindici non rinnovino la fiducia all’attuale direzione dell’Ausl a noi appare invece un fatto molto grave, tanto più preoccupante in relazione alle importanti decisioni che attendono la sanità a Cesena e in Romagna. C’è, prima di tutto, da mettere mano al deficit che l’Ausl ha maturato negli ultimi anni: questo dovrà essere fatto, secondo noi, impegnandosi a sfrondare e semplificare l’apparato burocratico-amministrativo, ridondante anche in una realtà in definitiva sana come la nostra, evitando di tagliare sulla carne viva dei servizi ai cittadini, soprattutto in quei comuni che già in passato hanno visto ridursi sensibilmente i loro presìdi sanitari. Che cosa tagliare, dove tagliare: anche e soprattutto per questo sarà necessario uno sguardo e un ambito politico, cioè collettivo, discusso insieme, capace di aprirsi a un confronto vero con tutti le popolazioni e gli enti coinvolti nelle eventuali scelte, prima e ben più che una gestione meramente manageriale di problemi come questi. La sanità non è questione solo tecnica, solo aziendale.
Servono consenso, coesione, effettiva rappresentanza. Per prendere le decisioni migliori, e per dotare di tutta l’autorevolezza e il peso necessari una direzione che, nei prossimi mesi, sarà anche chiamata al compito delicatissimo di procedere, con le altre istituzioni romagnole, alla definizione della cosiddetta «Area vasta»: una occasione importante (perché mira ad una migliore distribuzione dei servizi a dimensione romagnola, così da alzarne la qualità per tutti, riducendone al tempo stesso i costi), che richiede tuttavia la massima attenzione nella sua effettiva organizzazione, ad evitare squilibri ingiustificati nei rapporti tra le varie realtà della nostra subregione.
Sinistra Ecologia e Libertà
Segreteria Federazione di Cesena
SI QUATTRO SI
4 SI per il futuro del Nostro Paese
INIZIATIVA PUBBLICA
SUI QUESITI REFERENDARI
con
FULVIA BANDOLI
della Presidenza Nazionale di SEL
Venerdì 10 giugno 2011 ore 21
Sala AVIS Via Serraglio, 5
Sinistra Ecologia e Libertà - Cesena
L'INTERVISTA
Vendola: "La mia foto nudo e il metodo-Boffo
colpo di coda degli immoralisti di Arcore"
Il leader di Sel dopo la prima pagina del Giornale con uno scatto di 32 anni fa: "Per cacciare la corte dei ruffiani candidiamo la Bindi". "L'obiettivo degli attacchi personali è l'equiparazione, dire che siamo tutti luridi, il loro cinismo è senza limiti"
di GOFFREDO DE MARCHIS
Nichi Vendola
ROMA - La foto in sé lo ha quasi commosso. "Sono passati 32 anni. Quell'immagine è un'icona dell'innocenza adolescenziale". Il metodo invece, lo scatto in bianco e nero del suo corpo senza vestiti in un campo nudisti sbattuto sulla prima pagina del Giornale di lunedì, lo inquieta. "C'è un elemento fondativo della narrazione berlusconiana nella scelta di mostrarmi nudo - spiega Nichi Vendola -. Una subliminale chiamata in correità per dire che siamo tutti colpevoli e quindi tutti da assolvere. E c'è una violazione della stessa privacy che il premier tanto invoca per l'inchiesta sulle feste di Arcore. Ma questa è la sua idea di libertà. La libertà del proprietario che considera la libertà altrui res nullius. Mentre la libertà dei moderni è quella dalla miseria e dall'ignoranza". Davanti a questa offensiva Vendola conferma la strada di un'alleanza di tutte le opposizioni. "Dobbiamo cacciare una classe dirigente di amici e sodali di dittatori, mafiosi, ruffiani, una corte dei miracoli segnata dall'antropologia dei lelemora e dei fabrizicorona. Dobbiamo congedarci da un enclave di affaristi che ha calcato la scena pubblica confondendola con il Bagaglino". E non dribbla la domanda sul nome del leader per la "coalizione democratica": "Rosy Bindi".
Presidente Vendola, dobbiamo davvero temere i colpi di coda del berlusconismo? Ha paura di un escalation nei suoi confronti sui giornali della destra?
"Sono molto gratificato nel subire lo stesso trattamento riservato a Boffo, Mesiano, Marcegaglia e Boccassini. Ciclicamente tocca anche a me. Lo stesso poligono di tiro della famiglia Berlusconi aveva pubblicato una mia foto al Gay Pride priva di qualunque significato con il titolo "Può quest'uomo fare lezioni di morale?". Certo che posso, in particolare a molti politici del centrodestra che nascondono la propria identità. Io non ho mai consentito di mentire a me stesso. La verità è la bussola della mia esistenza".
Qual è l'obiettivo di questi attacchi personali?
"L'equiparazione. Berlusconi non è pulito ma siamo tutti luridi, tutto è contaminato. Sono paradossali nei loro salti logici: fanno contemporaneamente delle mutande la loro bandiera e vogliono mettere i braghettoni seicenteschi alle domande più difficili: sulla sessualità, sull'affettività, sulla vita e la morte. Il loro cinismo è senza limiti. E la battuta omofoba o razzista o sessista esce dal recinto privato del maschilismo berlusconiano per solleticare l'Italietta del basso ventre".
Non c'è molto più di una mutazione semantica?
"C'è un modello culturale che potremmo chiamare: vizi privati e pubbliche virtù. Un mix di moralismo e immoralismo. Il moralismo di chi si finge neoclericale per ragioni elettorali, di chi si intruppa al Family day, di chi si scaglia contro Beppino Englaro rendendo un tema drammatico un'arena per gladiatori, di chi non esita a mandare in galera i ragazzini con lo spinello. E l'immoralismo di chi si circonda di un'epopea in cui l'ebbrezza della cocaina, la compravendita del piacere, il divertimentificio industriale gioca a cavallo del peccato, e questo non ci interessa, ma spesso gioca a cavallo del reato".
Così scatta il siamo tutti luridi.
"Scatta la macchina del fango che cerca di mettere sullo stesso piano la rivendicazione della propria libertà e dignità con l'intangibilità e il sottrarsi al controllo di legalità. Berlusconi pensa per sé alla sacralità del corpo tipica del sovrano medievale".
È possibile che la sua foto serva a parare il colpo di eventuali scatti di Berlusconi nudo nella villa di Arcore?
"Quando ho visto la mia foto sul Giornale ho provato molta tenerezza. Ho pensato a quegli anni, a cosa è stato scoprire poco a poco la politica, il mondo e la mia corporeità. Mi dispiace per Sallusti: la foto virtuale di Berlusconi nel suo harem di escort, stelline vogliose di carriera, adolescenti in cerca di scorciatoie non può essere comparata alla foto di un corpo nudo che passeggia sulla spiaggia durante un campeggio naturista".
Si avverte un certo razzismo nel suo giudizio sulle ragazze di Arcore.
"Non ho retropensieri. Ho pensieri espliciti sull'ambiente che le ha partorite e le ha allevate. Ho un brivido quando leggo le parole dei genitori nelle intercettazioni, ma non dimentico che Ruby e le altre sono un pezzo della generazione definita dai sociologi quella del "lavoro mai". Il più grande crimine sociale del berlusconismo".
Tutto questo giustifica un'alleanza da Vendola a Fini?
"Per ridare all'Italia l'ossigeno che il berlusconismo le ha tolto urge rimuovere le macerie della Seconda repubblica. Ma se è genuino questo allarme bisogna evitare le inopinate aperture di credito a quei leghisti che sono un elemento centrale del degrado civile del Paese. Facciamo allora un coalizione di emergenza democratica, reclutiamo le migliore competenze giuridiche e occupiamoci delle cose fondamentali: legge elettorale, una buona norma sul conflitto d'interessi e sul sistema informativo. Poi, ognuno per la sua strada".
Ha un nome per guidare questo governo?
"Rosy Bindi. Una donna che rappresenta la reazione a uno dei punti più dolenti del regresso culturale, ricopre un ruolo istituzionale-chiave come quello di vicepresidente della Camera, ha il profilo giusto per guidare una rapida transizione verso la normalità".
(“La repubblica”,16 febbraio 2011)
Di originale c’è senza dubbio il luogo. Il 21 e il 22 ottobre Sinistra Ecologia e Libertà di Cesena organizza due giorni di festa dentro una fabbrica, presso l’Officina meccanica di Graziano Pieri, un artigiano, appassionato militante della nuova formazione politica che si riconosce in Nichi Vendola. Zona artigianale di Torre del Moro, via Cadorna. Gli organizzatori tengono molto a questo accoppiamento festa-fabbrica, così come all’iniziativa prevista per sabato 22 alle 17,30: un convegno sulla cultura, al quale parteciperà l’assessore regionale Massimo Mezzetti, insieme con tanti addetti ai lavori: alcuni amministratori (a cominciare da Elena Baredi, e dai suoi colleghi di Forlì e di Rimini) e tanti operatori quotidianamente impegnati nei teatri, nelle biblioteche, nelle scuole, nei gruppi musicali, quotidianamente alle prese con i mille ostacoli che si incontrano, in tempi difficili come questi, nel produrre e organizzare cultura.
Il lavoro e la cultura: due mondi che gli esponenti di Sel considerano fondamentali per la qualità civile di una nazione, e intorno ai quali si misura tutta l’incuria, l’assenza colpevole e irresponsabile dell’attuale governo.
Alla vera e propria dimensione di «festa» della due giorni contribuiscono poi diverse iniziative: il ristorante con menù a base di pesce, organizzato dall’associazione dei pescatori di Cesenatico Tra il Cielo e il Mare; la musica e i balli «taranta» dei Sottalpalco; il rock giovane dei Lennon Kelly; le canzoni degli anni ’60 e ’70 dei N.E.I.L., un gruppo in parte formato dagli stessi pescatori. Ingresso libero.
Il lavoro, la cultura, la festa
Due giorni di dibattiti, musica e gastronomia
organizzati da Sinistra Ecologia e Libertà, dentro una fabbrica
Comunicato Stampa
La Federazione SEL di Cesena si è riunita giovedì scorso per eleggere il nuovo coordinatore della federazione e avviare un percorso di riorganizzazione.
Dopo aver proceduto ad una consultazione degli iscritti è risultato eletto all’unanimità Stefano Montalti per l’ incarico di nuovo Coordinatore. Stefano Montalti è sposato con due figli, Educatore, da anni impegnato nel sociale, fondatore, e volontario, di associazioni culturali, educative e della solidarietà, ritorna all’impegno politico. A vent’anni, nel 1976 è stato il Sindaco più giovane d’Italia, mentre oggi è assessore del Comune di Mercato Saraceno. Fu anche Vice-Presidente dell’USL Cesenate e dall’inizio degli anni ’90 Presidente dell’Ipab “Casa Insieme”, fino alla sua trasformazione in ASP.
S tefano Montalti ha ringraziato il Coordinatore uscente Paolo Rossi che, dimessosi per ragioni personali, ha tuttavia confermato l’impegno a proseguire l’attività di responsabile delle politiche ambientali di Sinistra Ecologia e Libertà.
Il nuovo Coordinatore ha commentato così la sua elezione: “in Sel ho trovato un ambiente amichevole nel quale ho sentito l’entusiasmo per un nuovo impegno politico, consapevole di muovermi in qualche modo “in direzione ostinata e contraria” alla diffusa svalutazione dell’importanza dell’agire politico per il bene della comunità. Si tratta di una scelta che immagino dentro un tipo di volontariato determinato a costruire un paese diverso da quello che ci lascia la lunga notte berlusconiana. Sinistra Ecologia e Libertà partito fondato da un anno può crescere e diventare un laboratorio politico del cambiamento e dell’unità delle forze di centro sinistra.
Cesena, 17 novembre 2011
La segreteria federale
Longiano:
SEL chiede di accelerare sull’intesa tra le forze del centro sinistra
A Longiano esistono tutte le premesse per una intesa costruttiva tra le componenti civiche e le forze politiche del centro sinistra. Sono state numerose le dichiarazioni di volontà e di disponibilità a riprendere un cammmino d’impegno per una comunità solidale, che faccia della cultura e dell’ecologia i cardini di un nuovo modello di sviluppo della città.
Il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà e la stessa Federazione Cesenate ritengono di proporre un’accelerazione all’intesa tra le varie componenti che si svilluppi su due punti principali: condivisione delle linee fondamentali del programma e fissazione dei termini regolamentari e della data per le elezioni primarie, affidando quindi direttamente agli elettori del centro sinistra la scelta del candidato a Sindaco.
E’ questo il modo, secondo SEL, di offrire alla comunità Longianese un contesto che favorisca l’impegno sia di persone nuove che esperte nell’amministrazione, andando anche in questo modo “oltre” i vecchi metodi di selezione.